Un gomitolo di lana per Theodor W. Adorno

Grazie a un bellissimo articolo di LitHub ho scoperto che Mark Twain amava circondarsi di gatti, fino a 19 allo stesso momento, e sfruttando fino in fondo la sua immaginazione da scrittore li aveva chiamati: “Abner, Screziato, Randagio, Fraulein, Pigro, Buffalo Bill, Saponetta Sal, Cleveland, Satana (perché trovato mentre andava in chiesa, salvo poi ribattezzarlo Colpa quando si era accorto che era una femmina), Carestia, Pestilenza, Purè agrodolce, Apollinare, Zoroastro, Blatherskite, Babylon, Ossa, Belchazar, Genesi, Deuteronomio, Germania, Bambino, Ananda, Annanci, Socrate, Sacco di tela, Cenere, Tammany, Sinbad, Danbury e Biliardo.” La scusa ufficiale per questo florilegio di denominazioni feline era “aiutare i bambini ad esercitarsi a pronunciare nomi difficili”. Lord Byron, un altro abituato a fare le cose in grande, durante la sua permanenza a Ravenna a quanto pare si era circondato di ‘dieci cavalli, otto cani enormi, tre scimmie, cinque gatti, un’aquila, un corvo e un falchetto; e tutti questi animali, con eccezione dei cavalli, si aggiravano liberamente per la casa, che ogni tanto risuonava dei loro battibecchi”. Ma non dobbiamo stupirci: Byron quando era studente a Cambridge, visto che le regole impedivano di tenersi in camera un cane, si era tirato in stanza Bruin, un cucciolo di orso. In compenso Julio Cortazar, uno che ha sempre puntato più sulla qualità che sulla quantità, aveva un gatto solo, ma gli aveva dato un nome (e un cognome, e persino un secondo nome) di un certo peso: Theodor W. Adorno.

Stiamo tutti passando molto più tempo in casa del solito, e per chi vive con un animale domestico questo significa anche doversi abituare a una forma più intensa di convivenza col cane, col gatto, (con l’orso?); ma come si fa a comunicare con questi esseri alieni, che hanno un diverso linguaggio, un diverso apparato sensoriale, diversi bioritmi?
La letteratura è per molti versi uno sforzo di traduzione dell’intraducibile, la tensione a penetrare la mente altrui, vivere nei panni di; e quando non si tratta di panni ma di pelliccia? Ecco quindi un Pensamenù… bestiale!

Se qualcosa vi stuzzica e volete comprarlo al Pensatoio ne sono felice, altrimenti qui c’è un elenco di librerie fisiche che spediscono in tutta Italia, non lasciamole sole. 

Karen Joy Fowler: Siamo tutti completamente fuori di noi

Una famiglia: un padre etologo, una madre, tre figli, Lowell, Fern e Rosemary. Tutto normale, fin qui, se non fosse che Fern è uno scimpanzé, di proprietà dell’Università dell’Indiana, parte di un esperimento denominato Sister Act, e volto a studiare lo sviluppo cognitivo di primati e umani in condizioni di contiguità. 

Leonie Swann: Glennkill
Quella mattina, il corpo del pastore George Glenn giaceva sull’erba irlandese, con una vanga conficcata nel mezzo del ventre. Il gregge di George rimane attonito: chi poteva averlo ridotto in quel modo? E perché? Miss Maple, la pecora più intelligente del gregge, comincia a interessarsi di quello strano caso. Un giallo spassoso e intelligente sull’impossibilità di capire questi pazzi pazzi umani.

Algernon Blackwood: Wendigo

Nelle regioni selvagge dell’Ontario nordoccidentale, il giovane studente di teologia Simpson e lo zio sono impegnati in una battuta di caccia all’alce, ma scoprono ben presto di essere a loro volta prede… In quelle foreste glaciali una blasfema creatura ha dato inizio a una caccia spietata. Un grande classico della letteratura horror che dà voce al lato più oscuro del nostro rapporto con la natura.

Temple Grandin, Catherine Johnson: La macchina degli abbracci

Capire il linguaggio degli animali non è solo un’avventura intellettuale, ma anche un modo concreto per imparare a comunicare con loro: grazie a una donna autistica e al suo affascinante mondo interiore, oggi siamo in grado di farlo.

Jack London: Il richiamo della foresta

“Buck non leggeva i giornali”: difficile trovare un incipit più esatto nella storia della letteratura; e questo romanzo ci immerge nella testa dell’animale con pochi tratti sapienti. Consiglierei di leggere (e rileggere) questa storia eterna a tutti gli avventurieri dai 9 anni in su.

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