Nel bosco di Aus

Carla ha una vita normalmente complicata. Un lavoro nella scuola pubblica, con amicizie e piccole faide fra colleghe, un marito, tre figli, un recente trasloco dalla città alla campagna, una casa enorme al limitare del bosco, isolata da tutto e da tutti. Palazzolo è maestra nel raccontarci la normale frenesia delle sue giornate, il modo in cui le preoccupazioni di Carla, i suoi rimpianti e i suoi dolori (la recente morte della madre e di una carissima amica) vengono inghiottiti dagli impegni quotidiani, e a inserire in questa routine piccoli e sempre più inquietanti dettagli “sbagliati”: atti mancati, alcune (troppe) sberle ai figli, così amati, così odiati, le assenze del marito, questa casa, così grande, così estranea, un bosco che sembra inoffensivo e pittoresco e si rivela un vero cuore di tenebra.

Un consiglio al mese:

Non si può raccontare molto di più senza rovinare l’esperienza della lettura, ma sinceramente vi consiglio di farvi lentamente intrappolare dalla narrazione della Palazzolo, che procede con il passo ciclico e inesorabile della vita di tutti i giorni, che sa dare a voce ai suoi personaggi in modo autentico e suggestivo, che è capace di costruire un horror in cui, come nella vita reale, il male non è all’esterno, ma dentro di noi.

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