Il giorno della marmotta, posh

Immaginate di svegliarvi improvvisamente un giorno, e di non sapere chi siete, dove siete, perché i vostri abiti sono bagnati o perché una donna sta urlando disperatamente fra gli alberi, di notte. Immaginate di attraversare faticosamente una foresta e di arrivare a una grande magione, isolata ed elegante, nella quale venite accolti da persone che vi conoscono e vi chiamano con un nome che non riconoscete. Immaginate che questa casa assomigli alla magione di Downtown Abbey; maggiordomi impomatati, l’estenuata formalità della nobiltà inglese fine ottocento, porte chiuse e segreti.

Ora, immaginate di svegliarvi il giorno successivo, sempre voi, sempre a Blackheath House, ma il tempo si è resettato: siete tornati al giorno precedente, e così la vostra identità.

Le sette morti di Evelyn Hardcastle è un’interessante collage che unisce la più classica struttura gialla whodunit e la più classica delle ambientazioni a soluzioni narrative e temi tipiche della fantascienza e della distopia: il risultato è un romanzo divertente, che sfida il lettore in un gioco i scacchi ben architettato.

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